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CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE – TEMPO PER IL BARRIO

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Il “Tempo per il Barrio” è iscritto all’Albo Comunale di Milano degli enti gestori di CAG accreditati.

Il centro offre possibilità di aggregazione a sfondo educativo ed è rivolto a minori dagli 11 ai 25 anni di età. Il centro opera grazie ad un’azione di prevenzione del disagio giovanile con attività di socializzazione, accompagnamento scolastico e animazione del tempo libero. Particolarmente attenzione viene posta all’integrazione sociale dei minori stranieri e allo scambio culturale tra pari. Il servizio è gratuito ed è ad accesso spontaneo. Ad oggi risulta un punto di riferimento per scuole e territorio e prevede anche attività rivolte alle famiglie dei ragazzi.

Il centro è aperto da settembre a luglio, con chiusura nel mese estivo d’agosto.

Orari del cag da settembre a maggio 14.30-18.00

l’età di accesso dei ragazzi è dagli 11-25 anni

RESPONSABILE AREA:

Dott. Silvio Tursi

 

EQUIPE EDUCATORI

dott. David Vezzoni

dott. ssa Francesca Mussi

dott. Tomaso Cimino

dott.ssa Katia Bortolozzo

Cellulare: 347/5679504

Fisso: 02/83428559

mail: cag@tempoperlinfanzia.it

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CAG – CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE
Il centro d’aggregazione giovanile è un servizio pubblico a carattere educativo e territoriale fruibile da bambini, preadolescenti, adolescenti e giovani, che si affianca ed integra le altre agenzie educative presenti sul territorio.
La Regione Lombardia con la Legge 1 del 1986 di “Riorganizzazione e programmazione dei servizi socio sanitari” individua all’art. 77 il Centro di Aggregazione Giovanile tra gli interventi di sostegno alla persona e al nucleo familiare, definendolo un luogo presso il quale vengono svolte o coordinateattività sociali, educative, culturali, ricreative e sportive.
Esso ha lo scopo di offrire un’ampia gamma di opportunità di utilizzo del tempo libero nonché la possibilità di usufruire di iniziative aventi contenuti formativi e socializzanti. L’obiettivo è di favorire un corretto sviluppo psicofisico e di attuare interventi di prevenzione nei confronti della devianza giovanile.
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GLI OBIETTIVI DEL CAG:

Gli obiettivi principali perseguiti da un CAG riguardano la sfera cognitiva, affettiva, espressiva e sociale dei ragazzi.
Un CAG innesta i suoi interventi su un continuum che va dalla prevenzione di tutto ciò che può disturbare la crescita del soggetto alla promozione di una personalità positivamente integrata.
– In un’ottica di prevenzione, il CAG si preoccupa di contrastare l’instaurarsi di una spirale negativa che va dall’esperienza di disadattamento (sociale e scolastico), ai processi di emarginazione ed esclusione sociale, fino all’assunzione di comportamenti devianti (abuso di sostanze stupefacenti, microcriminalità).
– In un’ottica di promozione, il CAG punta alla maturazione di ragazzi ben socializzati nel gruppo dei pari, abili nell’ assumere iniziative e nel tradurle in pratica, in grado di esprimersi e di comunicare i propri vissuti, aperti al confronto con la diversità e con il disagio, rispettosi delle regole del centro e della società, capaci di gestire significativi rapporti con l’adulto e con le istituzioni.
Rifacendosi alla parola “aggregazione” contenuta nella denominazione di questi centri, si può intuire il valore formativo che viene attribuito al gruppo dei pari.
Per riflettere sulla specificità delle funzioni educative di un CAG, si potrebbero richiamare diversi approcci teorici come quello della «pedagogia interazionale». In tale prospettiva, che valorizza particolarmente la centralità dell‘incontro e del processo comunicativo, l’esperienza educativa si definisce come «processo di interazione comunicativa e sociale tra gli individui», la cui struttura viene considerata quella del «porsi e del porre delle domande» in una dinamica di elaborazione del senso regolata dal fatto che ci sia «qualcuno disposto a prendersi la responsabilità di insegnare qualcosa e qualcun altro disposto a imparare da lui».
L’educatore partecipa all’ esperienza che è in gioco in un CAG, quella che lui e i ragazzi co-costruiscono attraverso l’interazione reciproca, e lo fa aiutando i ragazzi a elaborarne il significato mentre la stanno vivendo.
L’educatore, nel condividere e co-costruire l’esperienza quotidiana con i ragazzi e nell’interpretarla e rielaborarla costantemente insieme a loro rispecchia e restituisce ai singoli e ai gruppi immagini e ritratti di loro stessi e apre man mano nuove possibilità di stare insieme e di abitare il centro.

 

 

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